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Trasferirsi in Italia

Non sei cittadino UE? Leggi prima questo

Questo sito copre in profondità il percorso di residenza dei cittadini UE/SEE. Se sei un cittadino di un paese terzo ("non UE"), le regole di ingresso sono diverse — ma una parte sorprendente del sito vale anche per te, una volta che soggiorni legalmente. Questa pagina è un orientamento onesto, verificato sulle fonti ufficiali elencate in fondo (ultima verifica ); non è una guida procedurale.

Prima di partire: il visto tipo D

Qualsiasi soggiorno oltre i 90 giorni richiede un visto nazionale di lungo periodo (tipo D) — anche se la tua nazionalità è esente da visto per i soggiorni brevi. I visti si richiedono solo all'ambasciata o al consolato italiano nel paese di residenza; non si possono chiedere (né "convertire" un soggiorno turistico) dall'interno dell'Italia. Le tipologie sono venti: lavoro subordinato e autonomo, studio, ricongiungimento familiare, la residenza elettiva per chi è economicamente indipendente (la copriamo in dettaglio), la Carta blu UE per i lavoratori altamente qualificati (fuori quota) e — dal 2024 — il visto per nomadi digitali e lavoratori da remoto (anch'esso in dettaglio). Lo strumento ufficiale di autovalutazione è vistoperitalia.esteri.it.

I visti di lavoro sono contingentati: il decreto flussi

La maggior parte dei visti ordinari di lavoro è soggetta alle quote annuali del decreto flussi. Il decreto attuale copre il 2026–2028 con 497.550 ingressi in tre anni; la domanda parte dal datore di lavoro (nulla osta) e corre per la quota nei "click day". Gli annunci ufficiali sono su interno.gov.it. La Carta blu UE e altre vie restano fuori quota.

La prima settimana: il permesso di soggiorno

Entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso devi chiedere il permesso di soggiorno (TU immigrazione, art. 5) — di norma con il kit postale a banda gialla negli uffici Poste con Sportello Amico (per lavoro e ricongiungimento familiare si passa invece dallo Sportello Unico della Prefettura). I rilievi fotodattiloscopici si fanno su appuntamento in Questura. Il costo complessivo va indicativamente da 76 a 176 € a seconda del permesso. Conserva la ricevuta postale: documenta la domanda in corso e consente perfino di viaggiare verso il paese d'origine e tornare.

Le vie che copriamo in dettaglio

Quali delle nostre guide valgono anche per te

Guida Vale? Nota
Codice fiscale (Passo 1) Stessi uffici dell'Agenzia delle Entrate e stessa procedura per tutti i cittadini stranieri.
Residenza / anagrafe (Passo 2) Sì, con permesso valido L'iscrizione avviene alle stesse condizioni degli italiani (TU art. 6); il Comune informa la Questura.
Servizio sanitario / SSN (Passo 3) Sì — spesso obbligatorio Lavoratori e gran parte delle categorie di permesso devono iscriversi, a parità di trattamento (TU art. 34).
Conto corrente (Passo 5) Il diritto al conto di base dipende dal soggiorno legale nell’UE, non dalla cittadinanza.
Patente di guida (Passo 6) Regole diverse Una patente extra-UE vale 1 anno dalla residenza; poi la conversione è possibile solo con un accordo di reciprocità (elenco del MIT) — altrimenti esame italiano.
Familiari non UE di cittadino UE (Passo 8) Sì — la grande eccezione Il diritto UE alla libera circolazione (D.Lgs. 30/2007) prevale sulla legge ordinaria: niente quote, visti gratuiti e prioritari, carta di soggiorno di 5 anni.

Un percorso completo per non UE — visti, rinnovi del permesso, soggiorno di lungo periodo — è nella roadmap di questo sito. Nel frattempo considera affidabili le pagine qui sopra per ciò che coprono, e verifica sempre le questioni di ingresso con lo strumento ufficiale dei visti o il tuo consolato.

Fonti

Fonti primarie e ufficiali su cui si basa questa pagina — ciascuna consultata e verificata il 20 luglio 2026.