Cittadinanza italiana: l'orientamento onesto
La legge sulla cittadinanza (L. 91/1992) è cambiata in modo significativo nel 2025, e molto di ciò che circola online è ormai superato. Questa pagina dà le regole attuali per le tre vie principali, verificate il sulle fonti ufficiali in fondo. Orientamento, non consulenza legale.
Per residenza (naturalizzazione)
Gli anni di residenza legale ininterrotta e registrata all'anagrafe necessari:
| Cittadino UE | 4 anni |
| Cittadino non UE | 10 anni |
| Apolide o rifugiato | 5 anni |
| Discendente (fino al 2° grado) di cittadino per nascita | 2 anni |
| Nato in Italia | 3 anni |
| Maggiorenne adottato da cittadino italiano | 5 anni dall’adozione |
Prima due correzioni 2025 rispetto alle credenze diffuse: per i discendenti di cittadini italiani ora bastano 2 anni, non i 3 spesso citati, e "nato in Italia" è una categoria a sé da 3 anni.
Oltre agli anni servono tutti questi requisiti:
- Italiano B1, con certificato riconosciuto. Sono esenti i titolari di permesso di lungo periodo e chi ha gravi limitazioni certificate — i cittadini UE non sono esenti.
- Redditi degli ultimi tre anni sopra circa 8.263,31 € — 11.362,05 € con coniuge a carico, più 516 € per figlio a carico (Vademecum ministeriale 2025).
- Fedina penale pulita.
La domanda si presenta online sul portale DLCI con SPID o CIE, con un contributo di 250 €. La decisione è dovuta entro 24 mesi, prorogabili a 36, e la concessione è discrezionale: soddisfare tutti i requisiti non equivale a essere naturalizzati. I figli minori conviventi acquistano con te, dal 2025 solo se legalmente residenti in Italia da 2 anni o dalla nascita.
Per matrimonio
Il coniuge di cittadino italiano matura il diritto dopo 2 anni di residenza legale in Italia dal matrimonio (o 3 anni se residente all'estero) — dimezzati in presenza di figli. A differenza della naturalizzazione è un diritto, non una concessione discrezionale, ma B1 e contributo di 250 € valgono ugualmente.
Per discendenza (iure sanguinis) — la riforma 2025
Dal 29 marzo 2025 (D.L. 36/2025, convertito con modifiche dalla L. 74/2025), chi è nato all'estero e ha già un'altra cittadinanza è riconosciuto italiano per discendenza in soli tre casi:
- la domanda, o un appuntamento consolare già prenotato, era presentata entro il 27 marzo 2025. In quel caso valgono le vecchie regole, senza limiti di generazione.
- un genitore o nonno ha — o aveva alla morte — esclusivamente la cittadinanza italiana.
- un genitore ha risieduto in Italia per due anni continuativi dopo l'acquisto della cittadinanza e prima della nascita.
Un avvertimento, perché è l'errore più ripetuto su questa riforma: il criterio del "nonno nato in Italia" era nel decreto originale ed è stato sostituito in sede di conversione. Molti siti lo riportano ancora. Verifica la pagina del consolato che istruirà la tua pratica.
Da sapere
- La doppia cittadinanza è ammessa dal lato italiano (art. 11) — verifica le regole del tuo paese.
- Il conteggio richiede iscrizione anagrafica per tutto il periodo — un motivo per registrarsi presto e senza interruzioni.
- Per i residenti non UE, il permesso di lungo periodo al quinto anno è la tappa naturale verso il decimo.
Fonti
Fonti primarie e ufficiali su cui si basa questa pagina — ciascuna consultata e verificata il 22 luglio 2026.
- Normattiva — L. 91/1992 (testo vigente: artt. 3-bis, 5, 9, 9.1, 9-bis, 11, 14)
- Normattiva — D.L. 36/2025 (riforma iure sanguinis, conv. L. 74/2025)
- Ministero dell'Interno (DLCI) — Concessione per residenza (art. 9)
- DLCI — Vademecum concessione cittadinanza (23 aprile 2025, PDF)
- Ministero dell'Interno — Cittadinanza: invia la tua domanda
- Consolato Generale San Francisco — Citizenship by descent (iure sanguinis)