Aprire un conto bancario in Italia
A chi arriva viene spesso raccontato un circolo vizioso: niente residenza senza indirizzo, niente conto senza residenza. Per un prodotto specifico quel circolo non esiste nella legge. L'Italia deve offrire un conto di base a qualunque consumatore che soggiorni legalmente nell'Unione europea, espressamente "a prescindere dal luogo di residenza" (art. 126-noviesdecies TUB). Fatti verificati il ; orientamento, non consulenza legale o finanziaria.
Un diritto: il conto di base
Ogni banca, Poste Italiane e istituto di pagamento che offre conti ai consumatori deve offrire questo conto in euro. Il diritto spetta a chi ha titolo a soggiornare in base al diritto dell'Unione o italiano — la norma nomina esplicitamente le persone senza fissa dimora e i richiedenti asilo. Prevede un unico canone annuo onnicomprensivo e, per le operazioni incluse, nessun altro addebito oltre le imposte.
- Incluso: bonifici in entrata e in uscita, accredito di stipendio o pensione, una carta di debito per pagamenti e prelievi, i canali online senza costi aggiuntivi.
- Escluso per legge: fido e sconfinamenti (vietati su questo conto), il libretto degli assegni, il deposito titoli collegato.
- Uno per persona: è riservato ai consumatori e non spetta se hai già un altro conto di pagamento in Italia.
Quando è gratuito
Due fasce non costano nulla (DM 70/2018): con ISEE inferiore a 11.600 € il conto è gratuito ed esente da imposta di bollo; con una pensione fino a 18.000 € lordi l'anno il conto è gratuito ma il bollo resta dovuto. Servono un'autocertificazione scritta all'apertura e, per entrambe le fasce, una ricomunicazione annuale alla banca entro il 31 maggio: l'ISEE in corso di validità (art. 4, c. 4) o l'importo della pensione (art. 5, c. 3).
Se la scadenza salta, il decreto è più severo di quanto sembri: la banca addebita le spese, e il bollo dove dovuto, a decorrere dal 1° gennaio — non da giugno. Una comunicazione dimenticata a maggio costa l'anno intero: trattala come un promemoria ricorrente, non come una formalità. Le operazioni oltre il pacchetto incluso restano addebitabili in entrambe le fasce.
Cosa portare
Un documento d'identità valido (obblighi antiriciclaggio; è ammessa anche l'identificazione a distanza con SPID o CIE) e il codice fiscale, che le banche sono obbligate a rilevare per chiunque apra un rapporto. Se non sei ancora residente e non hai un codice fiscale, la legge consente alla banca di registrare i tuoi dati con il domicilio estero — ma se ti stai davvero trasferendo, procurati prima il codice fiscale: te lo chiederanno tutte.
Nessuna fonte ufficiale consultata rende il permesso di soggiorno un presupposto di legge: il criterio è il soggiorno legale. Ciò che ogni banca accetta come prova varia, quindi informati prima di metterti in coda.
Se la banca dice no
Per il conto di base i motivi di rifiuto sono un elenco chiuso: mancanza dei requisiti di legge, un conto di pagamento già intestato in Italia, o ragioni antiriciclaggio. Il rifiuto va comunicato per iscritto, gratuitamente, entro 10 giorni lavorativi, con le ragioni specifiche e le vie di tutela — il reclamo, un esposto alla Banca d'Italia, o l'Arbitro Bancario Finanziario (ABF). L'apertura non può nemmeno essere subordinata all'acquisto di altri prodotti.
Quanto costa davvero un conto
| Conto corrente bancario tradizionale | Media 101,10 € / anno (2024) |
| Conto online | Media 30,60 € / anno |
| Conto postale | Media 71,60 € / anno |
| Imposta di bollo | 34,20 € / anno — non dovuta se la giacenza media annua non supera 5.000 € |
Sono i dati dell'indagine della Banca d'Italia sul 2024 (media ponderata tra i tipi di conto: 85,30 €). Confronta il Documento informativo sulle spese e l'indicatore dei costi complessivi (ICC) prima di scegliere: l'autorità li pubblica proprio perché tu possa farlo.
Tieni il tuo IBAN europeo — o cambia dopo
Se hai già una banca in un altro paese UE, potresti non avere bisogno di un conto italiano: in base all'art. 9 del Regolamento (UE) 260/2012 il beneficiario di un pagamento non può imporre in quale Stato membro sia il tuo conto. Un datore di lavoro o un fornitore italiano deve quindi accettare qualunque IBAN UE raggiungibile in SEPA per stipendi e addebiti diretti.
E se apri un conto e te ne penti, il trasferimento è un diritto: la nuova banca deve spostare saldo, ordini permanenti e addebiti entro 12 giorni lavorativi e a titolo gratuito, altrimenti ti deve 40 € più una penale giornaliera.
Fonti
Fonti primarie e ufficiali su cui si basa questa pagina — ciascuna consultata e verificata il 4 agosto 2026.
- Normattiva — TUB (D.lgs 385/1993), art. 126-noviesdecies (diritto al conto di base)
- Normattiva — TUB, art. 126-vicies (apertura e motivi di rifiuto)
- Normattiva — TUB, art. 126-viciessemel e 126-viciesbis (caratteristiche e spese)
- Normattiva — TUB, artt. 126-quinquiesdecies e 126-septiesdecies (portabilità in 12 giorni, penale)
- Normattiva — DM MEF 3 maggio 2018, n. 70, artt. 4-5 (gratuità: ISEE 11.600 €, pensioni 18.000 €)
- Normattiva — DPR 605/1973, artt. 6-7 (codice fiscale nei rapporti bancari)
- Normattiva — D.L. 201/2011, art. 19 (imposta di bollo 34,20 €, esenzione sotto 5.000 € di giacenza media)
- Banca d'Italia — Il conto di base (economiapertutti)
- Banca d'Italia — Indagine sul costo dei conti correnti nel 2024
- Regolamento (UE) 260/2012, art. 9 (accessibilità dei pagamenti — nessuna discriminazione per IBAN)