Il codice fiscale è il tuo numero di identificazione fiscale italiano: un codice alfanumerico di 16 caratteri ricavato da nome, data e luogo di nascita e sesso. È la cosa più fondamentale da ottenere quando ti stabilisci in Italia — quasi nient’altro si può fare senza.
Perché serve per primo
Il codice fiscale ti verrà richiesto per:
- firmare un contratto di lavoro o di lavoro autonomo;
- aprire un conto corrente italiano;
- firmare un contratto di affitto;
- iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN);
- attivare utenze, un contratto telefonico e la maggior parte degli altri servizi.
Poiché tanti passaggi successivi ne dipendono, ottenere il codice fiscale è il passo 1 del percorso di residenza.
Chi lo rilascia
Il codice fiscale è rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, gratuitamente. Come cittadino UE/SEE hai due strade principali:
- Prima dell’arrivo — richiederlo tramite un consolato italiano nel tuo Paese di residenza. Spesso è la via più rapida in assoluto, perché arrivi già pronto ad agire.
- Dopo l’arrivo — fare richiesta di persona presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Come si chiama nel Paese da cui arrivi
L’Italia usa un solo numero dove molti Paesi ne usano diversi, ed è per questo che all’inizio il codice fiscale è difficile da collocare. L’Agenzia delle Entrate lo descrive come lo strumento con cui i cittadini stranieri sono identificati nei rapporti con la pubblica amministrazione — quindi non è solo un numero fiscale.
Nella pratica fa il lavoro che altrove è diviso tra:
- il numero fiscale — la Unique Taxpayer Reference britannica, la steuerliche Identifikationsnummer tedesca, il TIN/ITIN statunitense;
- l’identificativo previdenziale — il National Insurance number britannico, il Social Security number statunitense, il numéro de sécurité sociale francese. L’INPS e il servizio sanitario ti identificano con il codice fiscale, non con un numero a parte;
- il numero unico del cittadino che esiste in alcuni Paesi — il NIF spagnolo o portoghese, il BSN olandese.
Due differenze vale la pena tenerle a mente, perché confondono spesso.
Non attribuisce nulla. Il National Insurance number è legato al diritto di lavorare; il codice fiscale no. Ti identifica e basta. Il diritto di soggiorno nasce dall’iscrizione anagrafica (passo 2), l’assistenza sanitaria dall’iscrizione al SSN (passo 3).
È gratuito e non prova nulla. Viene rilasciato senza costi a chiunque ne abbia bisogno, anche a chi non vive in Italia. Che te lo chiedano è quindi normale, e averlo dimostra solo che l’hai richiesto.
Come fare richiesta di persona
- Prenota prima un appuntamento. L’Agenzia delle Entrate richiede ai cittadini stranieri, UE ed extra UE, che chiedono il primo codice fiscale di prenotare un appuntamento e di presentarsi di persona, perché l’identità va verificata allo sportello. Presentarsi senza prenotazione è il viaggio a vuoto più comune di questo passo. Prenota dal servizio Prenota un appuntamento, argomento “Identificativi fiscali, abilitazioni, consegna documenti e istanze”.
- Porta un passaporto o una carta d’identità in corso di validità. Per i cittadini UE quel documento, insieme alla richiesta, è tutto ciò che l’Agenzia chiede.
- Compila il modulo di richiesta per le persone fisiche (modello AA4/8). Il personale dell’ufficio può aiutarti se non l’hai compilato in anticipo.
- Presentalo allo sportello. Nella maggior parte dei casi il codice fiscale è rilasciato immediatamente, su un certificato cartaceo (certificato di attribuzione).
La tessera sanitaria in plastica, che riporta anche il codice fiscale, è un passaggio successivo e separato: la ricevi dopo l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Vedi il passo 3.
Errori comuni
- Considerarlo un permesso di soggiorno. Non lo è. I cittadini UE acquisiscono il diritto di soggiorno registrando la residenza presso il Comune (passo 2), non con un permesso di soggiorno.
- Discrepanze nel nome. Il codice è generato dal nome legale esattamente come riportato sul documento. Incongruenze tra documenti possono creare problemi: assicurati che i dati corrispondano.
- Perdere il certificato. Conservalo con cura; nei primi mesi ti verrà chiesto continuamente di indicare il codice. Se lo smarrisci non serve un altro appuntamento — il tesserino si può richiedere di nuovo online dall’area riservata dell’Agenzia con SPID, CIE o CNS. Attenzione però: il tesserino semplice è riservato a chi non è iscritto al Servizio Sanitario Nazionale; una volta iscritto, la tessera che riporta il tuo codice è la tessera sanitaria.
Passo successivo
Con il codice fiscale in mano puoi registrare la residenza presso il tuo Comune — che, per soggiorni superiori a tre mesi, è sia un tuo obbligo di legge sia l’accesso al servizio sanitario.