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Trasferirsi in Italia

Il visto per residenza elettiva

Il visto per residenza elettiva è la via per i cittadini non UE — tipicamente pensionati — che possono vivere in Italia con redditi passivi stabili, senza lavorare. Lo definisce il DM 850/2011: devi poterti mantenere "senza esercitare alcuna attività lavorativa". Fatti verificati il sulle fonti ufficiali in fondo; orientamento, non consulenza legale.

Il divieto di lavoro è assoluto

I consolati sono espliciti: il visto non consente alcuna attività lavorativa in Italia, e il reddito qualificante non può derivare da lavoro dipendente — diversi consolati escludono anche il lavoro autonomo. Se pensi di lavorare da remoto, questo è il visto sbagliato: per quello esiste il visto per nomadi digitali.

I requisiti

Due avvertenze oneste, entrambe verificabili sulle pagine consolari. Primo: i 31.000 € sono una soglia minima, non una promessa — i consolati la descrivono come "un punto di partenza" ed esercitano ampia discrezionalità; un fascicolo completo può comunque essere respinto. Secondo: la prassi varia da consolato a consolato (soglia a persona vs. formula +20%/+5%; assicurazione richiesta o no) — controlla sempre la pagina del consolato competente per la tua residenza. La cifra fissa di "38.000 € per le coppie" che circola sui blog non compare su alcuna pagina ufficiale.

Come funziona

  1. Domanda di persona al consolato italiano competente (fino a 90 giorni di istruttoria; discrezionale). Il visto tipo D è rilasciato per 1 anno.
  2. Entro 8 giorni dall'ingresso, chiedi in Questura il permesso di soggiorno per residenza elettiva — rinnovabile finché reddito e alloggio reggono; un'assenza continuativa oltre 6 mesi ne impedisce il rinnovo.
  3. Poi il percorso consueto: codice fiscale, iscrizione anagrafica e sanità.
  4. Dopo 5 anni puoi chiedere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (art. 9 TU).

La sanità non è automatica

I residenti elettivi non rientrano nelle categorie di iscrizione obbligatoria al SSN (art. 34 TU): o mantieni una polizza sanitaria valida in Italia, o ti iscrivi al SSN volontariamente, pagando un contributo annuo commisurato al reddito di almeno 2.000 € — la nostra guida al SSN spiega come funziona l'iscrizione volontaria.

Fonti

Fonti primarie e ufficiali su cui si basa questa pagina — ciascuna consultata e verificata il 22 luglio 2026.